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Wink Canone Rai, il sintonizzatore tv nuova scappatoia per gli evasori?
Inviato da: apikappa - 04-26-2016, 10:34 PM - Forum: *News & Annunci* - Nessuna risposta

[Immagine: Sintonizzatore-TV-per-Apple-iPhone-4S_iP...Oem-33.jpg]

Molto più difficile stanare gli evasori che possiedono solo un sintonizzatore tv da collegare ai dispositivi mobili.

Pc, tablet e smartphone pagheranno il canone Rai solo se dotati di un sintonizzatore per ricevere il segnale digitale terrestre o satellitare. Qualora ne fossero privi, non è previsto alcun pagamento.

E’ quanto precisa la nota tecnica esplicativa del Ministero dello Sviluppo economico emanata per chiarire la definizione di apparecchio televisivo ai fini dell’obbligo del pagamento del canone di abbonamento che, da quest’anno, avverrà con la bolletta elettrica.

Il MiSE scioglie così uno dei nodi più grossi rilevati dal Consiglio di Stato che ha sospeso il parere sul decreto attuativo, facendo così slittare i tempi per adottare le nuove norme anche se il governo rassicura che si rispetterà la data del 1° luglio per il pagamento della prima rata del canone in fattura.

La nota fornisce, infatti, alcuni chiarimenti interpretativi in merito alle caratteristiche di un apparecchio televisivo per il quale si intende un apparecchio in grado di ricevere, decodificare e visualizzare il segnale digitale terrestre o satellitare, direttamente (in quanto costruito con tutti i componenti tecnici necessari) o tramite decoder o sintonizzatore esterno.

Per sintonizzatore si intende un dispositivo, interno (una scheda per il pc per esempio) o esterno (una specifica chiavetta USB o un piccolo decoder dotato di antenna), idoneo ad operare nelle bande di frequenze destinate al servizio televisivo secondo almeno uno degli standard previsti nel sistema italiano per poter ricevere il relativo segnale tv.

Il sintonizzatore può essere connesso a smartphone o tablet permettendo di vedere la Tv esattamente come a casa, senza nessun costo aggiuntivo, senza nessuna connessione, anche se il dispositivo non ha campo o se si è senza connessione internet.

I prezzi per un sintonizzatore variano da 15 euro per arrivare anche a 80 euro.

Computer, smartphone e tablet se privi di sintonizzatore per il segnale digitale terrestre o satellitare, precisa il MiSE, non costituiscono apparecchi televisivi e non sono quindi assoggettabili alle norme previste per il pagamento del canone.

In altre parole, l’utente che possiede un dispositivo mobile o un computer dovrà pagare il canone solo se questi sono dotati di sintonizzatore. Qualora volesse fare il furbo e sottrarsi al pagamento del tributo presentando l’autocertificazione di mancato possesso all’Agenzia delle Entrate, incorrerà nelle sanzioni previste per chi dichiara il falso. In questo caso però, visto che parliamo di sintonizzatori, che sono dei piccoli aggeggini per lo più esterni che si collegano a computer, tablet e smartphone, sarà molto più difficile incastrare gli evasori.

Sempre ieri il direttore dell’Agenzia delle Entrate ha emanato un provvedimento che sposta il termine unico entro cui presentare l’autocertificazione, sia in forma cartacea che online.

I contribuenti avranno tempo fino al prossimo 16 maggio per presentare la dichiarazione sostitutiva relativa al canone di abbonamento Rai.

In questo modo, i contribuenti possono presentare la dichiarazione in tempo utile per evitare l’addebito del canone da parte delle imprese elettriche, a partire dal mese di luglio 2016, qualora abbiano i requisiti previsti dalla legge.

Il provvedimento aggiorna anche le istruzioni relative alla compilazione del modello di dichiarazione sostitutiva, per tenere conto dei chiarimenti sulla definizione di apparecchio televisivo contenuti nella nota del MiSE ai fini del canone di abbonamento alla televisione.

Restano ovviamente valide le dichiarazioni di non detenzione già presentate.

“Finalmente una parola chiara. Era ora che si passasse dalla parole ai fatti concreti, visto che mancavano 9 giorni alla scadenza. Eravamo stufi degli annunci del sottosegretario Giacomelli, privi di valor legale” ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario dell’Unione Nazionale Consumatori che si complimenta con l’Agenzia delle Entrate che “chiarisce almeno uno degli aspetti ancora in sospeso, dando un termine più congruo per presentare la dichiarazione sul canone Rai”.


key4biz

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  Canone Rai in bolletta, il Governo tenta lo sprint
Inviato da: apikappa - 04-21-2016, 04:36 PM - Forum: *News & Annunci* - Nessuna risposta

[Immagine: Rai6334-2-633x350.jpg]


‘La scadenza di luglio sarà rispetta’, garantisce il viceministro Morando ma i dubbi restano.

La scadenza di luglio per pagare il canone Rai in bolletta sarà rispettata. Per il Viceministro dell’Economia Enrico Morando, si può mantenere la data prevista, senza alcun slittamento, per versare la prima rata del canone che per quest’anno partirà a luglio a causa degli aggiustamenti necessari per adattare il nuovo sistema che associa il tributo alla fattura elettrica.

Il canone è stato ridotto a 100 euro dai precedenti 113 e, come ha già annunciato il premier Renzi, è possibile prevedere un ulteriore ribasso a partire dal prossimo anno.

La prima rata sarà di circa 60 euro e nelle fatture successive, a partire da agosto, si pagherà il restante.

Dal 2017 le rate saranno dieci che saranno spalmate nelle bollette elettriche dell’intero anno.

Secondo Morando, non si rischia quindi lo slittamento ipotizzato dopo la sospensione del parere del Consiglio di Stato sul decreto ministeriale, necessario per la pubblicazione delle nuove norme in Gazzetta Ufficiale.

“I problemi sul canone Rai nelle bollette elettriche sono assolutamente ingigantiti, il Consiglio di Stato ha fornito delle indicazioni per alcune modifiche che apporteremo, secondo me la scadenza del pagamento a luglio sarà rispettata“, ha dichiarato il Viceministro a margine di un recente incontro pubblico tenuto a Genova.

“La scadenza di luglio resterà valida – ha assicurato Morando – e magari succederà persino che tutte le persone oneste che già pagavano il canone, pagheranno di meno, perché chi non pagava comportandosi disonestamente, pagherà qualcosa”.

Ma il Ministero dello Sviluppo economico e quello dell’Economia riusciranno per tempo a modificare il decreto, accogliendo i rilievi del Consiglio di Stato?

Ormai manca poco alla scadenza e le critiche sollevate sono diverse. Per il Consiglio di Stato, il testo risulta poco chiaro in alcuni passaggi chiave come la definizione di cosa debba intendersi per apparecchio televisivo o la tutela della privacy dei cittadini in merito al previsto scambio di dati e d’informazioni fra gli enti coinvolti.

Ma Morando garantisce che si farà in tempo a rispettare il termine di luglio. Rassicurazioni arrivano anche dal Sottosegretario del MiSE, Antonello Giacomelli, che ha fatto sapere che si è già al lavoro per rendere più chiara e meno tecnica la definizione di apparecchio televisivo e che sono già stati avviati i confronti con il Garante per valutare tutti i profili per tutelare la privacy.

Resta tuttavia qualche dubbio.

Anche se il decreto fosse pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine mese, bisogna poi considerare i tempi necessari per la trasmissione dei dati di coloro che hanno presentato autocertificazione di non possesso dell’apparecchio televisivo (Vademecum dell’Unione Nazionale Consumatori).

Il termine per la presentazione delle dichiarazioni è stato prorogato al 15 maggio.

Successivamente l’Agenzia delle Entrate dovrà comunicare l’elenco degli esenti all’Acquirente unico che entro il 31 maggio lo invierà alle imprese elettriche insieme a tutte le altre informazioni sulle famiglie anagrafiche per l’addebito del canone in bolletta.

Resta quindi solo un mese per ricevere tutti questi dati, elaborarli, escludendo i rischi di duplicazioni.

Si farà in tempo?


key4biz

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  WhatsApp: vicina la condivisione di documenti Office oltre che PDF
Inviato da: apikappa - 04-18-2016, 06:04 PM - Forum: *News & Annunci* - Nessuna risposta

[Immagine: WhatsApp_Jan_Koum.jpg]


Ogni mese sono oltre 1 miliardo le persone che utilizzano WhatsApp, un numero che nell'arco di pochi anni è andato a crescere in maniera esponenziale, riuscendo a raggiungere traguardi che hanno dimostrato in maniera sempre più evidente come una grande quantità di persone preferisce comunicare attraverso software di messaggistica istantanea per condividere messaggi e contenuti come foto e video personali con le persone che contano di più nella propria vita.

La scelta di Facebook, ultimata qualche anno da, di acquisire WhatsApp per una cifra record, non stupisce considerando l'enorme popolarità che la piattaforma aveva al tempo e continua ancora oggi a vantare raggiungendo risultati impressionanti. Ed è proprio in linea con questo successo che WhatsApp continua a implementare funzionalità sempre nuove pensate per ampliare le opportunità degli utenti in termini di comunicazione e condivisione. E dopo aver di recente ultimato l'integrazione della crittografia end-to-end per i messaggi e le chiamate vocali, ecco che arriva una il supporto alla condivisione dei documenti Office.

Prima di ufficializzare l'integrazione della crittografia end-to-end, che rende inaccessibile al di fuori di mittente e destinatario, i messaggi e le chiamate vocali degli utenti della piattaforma, una strategia che di certo non ha fatto piacere alle autorità in diversi paesi che in più occasioni hanno chiesto la collaborazione della società per accedere ai dati degli utenti, qualche settimana fa WhatsApp ha implementato la possibilità di condividere documenti PDF.

La conferma ufficiale è arrivata da Jan Koum, CEO di WhatsApp, che nel corso di una intervista rilasciata al portale SmartDroid, ha confermato che a breve gli sviluppatori aggiungeranno la possibilità, per gli utenti, di scambiare anche documenti nei diversi formati previsti da Office, quindi tutti i documenti che presentano il formato .doc, .docx, .ppt, .pptx, .xls, .xlsx, .csv.

Da quanto confermato fino a questo momento, l'aggiornamento dovrebbe essere distribuito a partire dall'app ufficiale disponibile per iOS e, in seguito, anche per gli utenti Android, anche se al momento non è chiaro quando la novità verrà effettivamente implementata. Per saperlo è quindi necessario attendere prossime conferme.

 SmartDroid

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  Canone Rai, Agenzia delle Entrate da le risposte alle domande più frequenti
Inviato da: apikappa - 04-18-2016, 06:02 PM - Forum: *News & Annunci* - Nessuna risposta

[Immagine: 1445550125-canone-rai.jpg]


Come si presenta la dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio tv? In quali casi va presentata? Sono alcune delle domande più frequenti dei contribuenti che trovano risposta nelle Faq (Frequently asked questions) presenti sul sito dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Cosa devi fare > Richiedere > Canone Rai > Faq. Da oggi, inoltre, sono disponibili anche degli esempi di compilazione della dichiarazione sostitutiva, nella sezione Cosa devi fare > Richiedere > Canone Rai > Esempi di compilazione.

Si forniscono così i chiarimenti alle principali problematiche riscontrate dai contribuenti e segnalate ai canali di assistenza dell’Agenzia e della Rai in merito alla presentazione della dichiarazione di non detenzione. Le risposte e gli esempi sono aggiornati costantemente in base alle richieste pervenute.

Più utenze elettriche intestate allo stesso soggetto - Nel caso in cui un contribuente sia titolare di più utenze di tipo domestico residenziale non rischia il doppio addebito: il canone viene addebitato, infatti, su una sola utenza elettrica.

Un solo canone tra moglie e marito - Cosa succede se la moglie ha sempre pagato l’abbonamento tv mentre l’utenza elettrica residenziale è intestata al marito? Se entrambi appartengono alla stessa famiglia anagrafica, il canone dovrà essere pagato una sola volta e non sarà necessario presentare alcuna dichiarazione sostitutiva. L’addebito, infatti, sarà fatto solo sulla fattura per la fornitura di energia elettrica intestata al marito e lo sportello SAT procederà alla voltura del canone di abbonamento nei confronti del marito stesso.

Nuove utenze elettriche – Chi attiva un’utenza elettrica per la prima volta nel corso dell’anno, e non è già titolare di un’altra utenza residenziale nell’anno di attivazione, è esonerato dal pagamento del canone solo se presenta la dichiarazione entro la fine del mese successivo alla data di attivazione della fornitura.

Come presentare la dichiarazione di non detenzione - I titolari di utenza elettrica ad uso domestico residenziale possono presentare una dichiarazione di non detenzione tramite l’applicazione web disponibile sul sito di Agenzia delle Entrate o tramite gli intermediari abilitati. Inoltre, è possibile presentarla anche in forma cartacea, mediante spedizione postale al Sat - c.p.22 Torino - per plico raccomandato senza busta insieme a una copia di un valido documento di riconoscimento.

digital-news

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  Whatsapp attiva la crittografia end-to-end per tutti
Inviato da: apikappa - 04-08-2016, 03:09 PM - Forum: *News & Annunci* - Nessuna risposta

[Immagine: 74497795745726636458.jpg]


Con l'aggiornamento la protezione crittografica raggiunge un numero di persone mai visto prima. Il nuovo strumento è utile nel mondo occidentale, ma ancora di più in aree del mondo dove vigono regimi non democratici che controllano le comunicazioni personale.

Whatsapp ha attivato ieri la crittografia end-to-end per tutti i suoi utenti, all'incirca un miliardo di persone in tutto il mondo. Ciò significa che i messaggi scambiati, siano essi testo, immagini, video o chiamate vocali, sono protetti e nemmeno la stessa Whatsapp ha modo di leggerli a insaputa dell'utente. La protezione si applica anche ai gruppi, se tutti i membri usano una versione aggiornata dell'applicazione. Con quest'ultimo aggiornamento l'applicazione completa un percorso avviato un anno e mezzo fa.

Whatsapp si accoda quindi ad altri strumenti che già da tempo offrono questo tipo di protezione, come il concorrente Telegram o iMessage di Apple – a tal proposito vale la pena almeno menzionare la recente contrapposizione tra l'azienda di Cupertino e il governo USA.

Per criminali e spioni sarà quindi più difficile farsi gli affari nostri, ma sarà più complicato anche il lavoro delle forze dell'ordine in tutto il mondo. Ai fini delle indagini infatti la crittografia end-to-end rappresenta un ostacolo duro da superare, e su questo tema il dibattito è intenso in tutto il mondo – tranne dove comandano regimi totalitari che non permettono l'esistenza di strumenti di comunicazione non controllabili.

È tuttavia un falso problema: criminali e terroristi hanno una vasta scelta di strumenti e tecniche per comunicare senza farsi individuare o intercettare. Per il privato (e onesto) cittadino, invece, questa novità può essere solo positiva proprio perché dà una maggiore protezione dai crimini informatici.

Come funziona la crittografia di Whatsapp?

Se l'applicazione è aggiornata vedremo in ogni chat un avviso che ci informa riguardo la possibilità di scambiarsi messaggi cifrati. "Tutto questo avviene automaticamente: non c'è bisogno di attivare alcuna impostazione o creare speciali chat segrete per proteggere i messaggi", si legge sul sito di Whatsapp.


[Immagine: Whatsapp-200x150.jpeg]


Cliccando sulle informazioni del contatto e del gruppo, inoltre, potremo verificare se i messaggi sono protetti: se è presente il lucchetto allora la crittografia è attiva.

Dal documento tecnico, poi, scopriamo che Whataspp usa un sistema a doppia autenticazione con algoritmi molto solidi (chiave pubblica e privata, RSA) e cifratura AES 256 e HMAC-SHA256. In concreto, solo il legittimo destinatario può leggere il messaggio. 

Leggi anche: Breve storia della crittografia

A cosa serve il codice QR nella crittografia di Whatsapp?

Diversi lettori avranno notato che è possibile cliccare su "Conferma" e leggere il codice QR sul telefono dell'altra persona. Questa operazione non serve ad attivare la crittografia, che come abbiamo visto è attivata di default in modo del tutto automatico.

La lettura del codice QR è un'operazione di verifica e controllo. Uno strumento "per paranoici" se vogliamo, che serve per verificare che tutti e due i telefoni abbiano effettivamente la stessa chiave crittografica per la chat utilizzata (ogni chat ha una sua chiave).

Se la verifica dovesse rivelare due codici diversi significherebbe che qualcuno si è intromessa nella comunicazione, e quindi quest'ultima non è più sicura. A meno che non si sia fatto qualche errore, come per esempio leggere il codice di un'altra chat.

Gli aspetti tecnici sono complicati, ma quello che conta, a conti fatti, è che potremo scambiare messaggi più serenamente usando Whatsapp, senza temere che un criminale li intercetti. La prossima volta che quel vostro parente distratto vi chiede la sua password email (che voi per generosità conservate in un database protetto) potrete mandarla con Whatsapp senza troppe preoccupazioni.

Ancora più importante, però, è che saranno più protette quelle persone che vivono in paesi controllati da regimi totalitari e violenti. Luoghi dove se ti intercettano un messaggio non gradito rischi la vita o l'incarcerazione.

È anonimato totale?

No, per niente. Whatsapp ora protegge i messaggi, ma se le autorità lo richiedono può dire chi ha comunicato con chi, e quando. Non può (più) svelare i contenuti dei messaggi, nemmeno volendo (al netto di backdoor e vulnerabilità sconosciute). L'accesso ai messaggi resta possibile tramite i file di backup (su iCloud o Google Drive), oppure tramite l'accesso fisico al telefono (se non crittografato a sua volta).


tomshw 

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  Evadere il Canone Rai è come frodare il fisco, per la legge
Inviato da: apikappa - 04-04-2016, 05:08 PM - Forum: *News & Annunci* - Nessuna risposta

[Immagine: Canone-rai-600x300.png]



Dichiarare il falso per evitare il pagamento del canone RAI espone a sanzioni penali. Non bisogna dimenticare inoltre che è considerato un tributo.

Il nuovo canone Rai in bolletta consente l'esenzione dal pagamento nel caso non si disponga di una televisione o altro dispositivo, però bisogna essere cauti perché il modulo dell'Agenzia delle Entrate espone a rischi.

Dichiarare il falso fa incorrere in un reato. "Consapevole che l'articolo 75 del D.P.R. 445 del 2000 punisce la non veridicità delle dichiarazioni rese con la decadenza dai benefici goduti e che in base all'articolo 76 del medesimo decreto le dichiarazioni mendaci, la falsità negli atti e l'uso di atti falsi sono puniti ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia", si legge nel documento.

La legge prevede in caso di condanna una reclusione da 1 a 6 anni per falsa attestazione o dichiarazione a un pubblico ufficiale. Insomma, autocertificare all'Agenzia delle Entrate pone responsabilità diverse rispetto a quelle che si avrebbero comunicando a un privato o alla stessa Rai.

Legittimo domandarsi se le pene previste siano spropositate. D'altronde dichiarare il falso per evitare di pagare 100 euro dovrebbe avere un peso diverso rispetto a chi magari evade il fisco.

Il punto chiave è proprio questo. La Cassazione ha stabilito che il canone è un tributo (imposto ex lege) non direttamente correlato alla fruibilità del servizio. L'ordinanza n. 1922/2016 è molto chiara al riguardo: l'obbligo di versamento del canone Rai non riguarda il rapporto contrattuale tra contribuente e televisione pubblica ma "costituisce una prestazione tributaria fondata sulla legge e non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio" (cfr. Cass. n. 24010/2007)".

Come spiega il Dott. Commercialista – Revisore Legale Salvatore Rizzello "assunta la natura giuridica di imposta del canone Rai appariva opportuno e coerente allineare l'impianto sanzionatorio del medesimo a quello di altri tributi".

"La pena è sicuramente troppo severa se rapportata all'importo che il contribuente intende evadere e alla funzione risarcitoria della sanzione, ma d'altra parte è molto affine alla pena prevista per l'ipotesi di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti (Articolo 2 D.Lgs, n. 74/2000 reclusione da 18 mesi a 6 anni)".

In entrambi i casi si vuole colpire "la condotta volutamente fraudolenta del contribuente che non si 'limita' ad un errore oppure omissione, ritenuta insidiosa e pericolosa per l'effettiva applicazione delle norme tributarie". 

Insomma, secondo l'esperto "si è voluto privilegiare la funzione preventiva della sanzione rispetto alle funzioni risarcitoria e punitiva". Di fatto considerata la difficoltà per gli accertatori di verificare le false dichiarazioni "l'entità della pena prevista insieme ad un'adeguata probabilità dell'applicazione della sanzione potrà produrre l'effetto desiderato dal legislatore di indurre la maggior parte dei soggetti cui è destinata ad evitarla, astenendosi dal dichiarare il falso".


tomshw 

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  WHATSAPP, IN ARRIVO LE CHIAMATE CRIPTATE
Inviato da: apikappa - 03-25-2016, 02:39 PM - Forum: *News & Annunci* - Nessuna risposta

[Immagine: mp86vbELnqLi2FzvhiKdPX31_oiTRLNyeK8x4IIr...R_JdA=w300]

WhatsApp, la popolare app di messaggistica di Facebook, offre già la possbilità di inviare messaggi criptati, ma dopo la vicenda Apple contro FBI ha deciso di espandere questa funzionalità alle chiamate vocali. La notizia, giunta dal The Guardian permette di comprendere il livello di attenzione delle aziende della Silicon Valley verso la privacy e la protezione dei dati.

Le principali aziende della Silicon Valley, tra cui Facebook, Google e Snapchat, stanno lavorando per aumentare le tecnologie adottate in ambito privacy. Dopo la sparatoria di San Bernardino e il successivo scontro tra FBI ed Apple, quasi tutta l’industria punta a supportare Apple con azioni concrete.

WHATSAPP: CHIAMATE VOCALI PROTETTE
Nelle prossime settimane WhatsApp, il servizio di messaggistica di Facebook, renderà anche le chiamate vocali protette, una scelta che aumenta il livello della privacy di ogni singolo utente. Allo stesso tempo, Facebook sta considerando l’introduzione di novità, sempre in ambito privacy, per quanto riguarda Messenger. Inoltre, anche Snapchat è al lavoro su un sistema di messaggistica sicuro, mentre Google sta esplorando ulteriori utilizzi per la tecnologia impiegata nella protezione delle email.
E’ importante sottolineare il fatto che WhatsApp, sia su Android che iPhone, offre un servizio di messaggistica criptato. Nelle prossime settimane, gli ingegneri della famosa applicazioni introdurranno tecnologie di protezione per quanto riguarda le chiamate vocali e i messaggi di gruppo.
In questo modo, WhatsApp renderà estremamente difficile l’analisi dei dati di un determinato account, da parte delle autorità.

Fino ad oggi, WhatsApp non ha mai posto particolare attenzione nell’evidenziare, agli utenti, le funzioni di sicurezza integrate all’interno dell’app. Tuttavia, la strategia dell’app di messagistica di Facebook potrebbe rapidamente cambiare e proprio la sicurezza potrebbe trasformarsi nel vero e proprio punto di forza.
Ricordiamo, infine, che sempre più aziende stanno focalizzando la propria attenzione nell’ambito della sicurezza. Infatti, l’introduzione di meccanismi di protezione dei dati rappresentano un punto di forza per applicazioni di messaggistica, social network e non solo. Per il momento, quindi, non resta che aspettare l’annuncio ufficiale da parte di WhatsApp per comprendere come e quando verrà introdotta la crittografia dei gruppi e delle chiamate vocali.

tecnocino

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  Canone Rai, tempi strettissimi per chi non possiede la tv
Inviato da: apikappa - 03-25-2016, 01:50 PM - Forum: *News & Annunci* - Nessuna risposta

[Immagine: canone-rai--fisco-.jpg]


Chi non possiede un televisore e non dovrà pagare il canone Rai in bolletta potrà autocertificarlo all’Agenzia delle Entrate entro il 30 aprile 2016.

Dopo mille ritardi e incomprensioni il varo del decreto attuativo definitivo sul canone Rai è slittato di un mese, ma almeno arriva dal governo una prima certezza per coloro che non hanno un televisore. Anche se ci sarà da correre.

Secondo la Legge 208/2015, l’ Agenzia delle Entrate deve produrre un provvedimento direttoriale per permettere ai cittadini di superare la presunzione del possesso di apparecchio televisivo in quanto titolari di un contratto di fornitura di energia elettrica. Una vera propria autocertificazione, rilasciata ai sensi del Dpr 445/2000, da presentare all’Agenzia delle Entrate, con validità per l’anno in cui è stata presentata. Dall’entrata in vigore della legge sono passati quasi tre mesi ma sinora non c’era traccia del provvedimento. Ma le Entrate hanno comunicato all’Unione nazionale consumatori che dovrebbe vedere la luce entro questa settimana e che il «congruo termine» per esaminarlo, redigere e inviare l’autocertificazione all’Agenzia (non si sa ancora con quali modalità) dovrebbe essere fissato non prima del 30 aprile 2016. L’autocertificazione, oltretutto, avrà valore solo per l’anno in corso, quindi nel 2017 andrà rifatta, se rimarranno le condizioni.

Secondo le stime più recenti si tratta del 2-3% delle famiglie italiane, quindi tra le 500mila e le 800mila autocertificazioni da gestire. Una bella cifra, soprattutto se non verrà previsto l’obbligo di invio telematico. Ma non si tratta del solo adempimento a carico dell’Agenzia: la Legge 208/2015 e il decreto dello Sviluppo in via di emanazione prevedono che dalle Entrate partano molte delle informazioni essenziali alle imprese elettriche per addebitare il canone in modo corretto.

Infatti (a differenza dell’interpretazione data su Il Sole 24 Ore del 17 marzo) entro 15 giorni dall’entrata in vigore del Dm l’Agenzia dovrà definire, d’intesa con l’Acquirente Unico, le modalità e i tempi di trasmissione delle informazioni sui soggetti che hanno presentato l’autocertficazione e sui soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica che non devono avere l’addebito in fattura perché pagano con altre modalità o perché un membro risulta esente. Inoltre l’Agenzia e l’Acquirente devono allineare, sulla scorta dei dati dell’Anagrafe tributaria, i titolari dei contratti elettrici e la loro residenza. Poi la palla passa all’Acquirente unico, che entro il 31 maggio (tempi strettissimi) deve fornire alle imprese elettriche tutte le informazioni necessarie per l’addebito in bolletta.

tvdigitaldivide

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  Enel conferma la fibra in casa per 224 città
Inviato da: apikappa - 03-25-2016, 01:47 PM - Forum: *News & Annunci* - Nessuna risposta

[Immagine: fiber-to-the-home-3e32e4c6fd0ce132a9b4cd38895af4f73.jpg]

ENEL ieri ha esaminato il progetto fibra che prevede partnership con gli operatori per sviluppare una rete fiber-to-the-home. Si parla di 224 città coperte entro i prossimi anni con un investimento di 2,5 miliardi di euro.

Il piano strategico fibra di ENEL prevede la copertura di 224 città con architettura fiber-to-the-home. Ieri il consiglio di amministrazione dell'azienda "ha esaminato e condiviso" il progetto di Enel OpEn Fiber S.p.A. (EOF), la nuova società costituita a dicembre che si occuperà delle operazioni.

"Enel OpEn Fiber agirà come operatore wholesale only, ossia come soggetto operante esclusivamente nel mercato all'ingrosso, che realizza l'infrastruttura per altri operatori autorizzati", si legge sulla nota ufficiale. Insomma, il piano da 2,5 miliardi di euro di investimenti prevede il coinvolgimento degli operatori TLC e l'impiego della rete elettrica esistente per procedere con l'implementazione della fibra. Come già anticipato in passato si parla di sfruttare le condutture esistenti, non tecnologie powerline. In linea di massima Elen OpEn Fiber dovrebbe sfruttare le condutture elettriche poste tra armadi di strada e contatori. Gli operatori dovrebbero mettere in gioco le tratte a monte.

"La definizione del piano strategico di Enel OpEn Fiber è un importante passo avanti per la realizzazione degli obiettivi previsti dall'Agenda Digitale Europea e dalla Strategia Italiana per la banda ultralarga. Passare la fibra attraverso la nostra rete elettrica, che arriva nelle aziende e nelle case di 32 milioni di italiani, consente una copertura capillare del territorio nazionale a costi competitivi, creando valore per Enel e per tutti gli operatori che vorranno usufruire di questa nuova importante infrastruttura", ha dichiarato l'amministratore delegato e direttore generale di Enel, Francesco Starace.

Nei primi anni saranno coperte circa 7,5 milioni di case, concentrate nelle aree a successo di mercato (cluster A e B) – ovvero dove la competizione fra gli operatori è già esistente e sono già forniti servizi 30 Mbps. Al momento è già stata siglata una lettera di intenti con Vodafone e Wind sul fronte strategico e commerciale.

"EOF rimane comunque aperta alla collaborazione commerciale con tutti gli operatori retail che intendano attivare i propri clienti sulla nuova rete di EOF medesima", conclude la nota.

tomshw 

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  Canone Rai in bolletta, il mistero delle autocertificazioni
Inviato da: apikappa - 03-21-2016, 06:43 PM - Forum: *News & Annunci* - Nessuna risposta

[Immagine: canone-rai-2016.jpg]



In dirittura d’arrivo il decreto attuativo definitivo sul canone Rai in bolletta. Le aziende elettriche riceveranno dall’Agenzia delle Entrate 14 milioni nel 2016 ed altri 14 milioni nel 2017 per la gestione dell’abbonamento Rai. Mistero invece sul provvedimento delle autocertificazioni per chi non possiede un televisore.

Le ultime novità del decreto attuativo sull’imposta televisiva, che i ministeri dell’Economia e dello Sviluppo economico hanno inviato all’Autorità per l’Energia e al Consiglio di Stato, si riassumono in un piccolo passo in avanti all’interno dell’intricato e nuovo meccanismo di pagamento del canone Rai. La soluzione che si sta avvicinando sul compenso per l’adeguamento informatico dovuto alle società elettriche è quella di usare qualche fondo giacente nel mare magnum della vecchia gestione del “bollettino”, che resta solo per il recupero dell’evasione pregressa.

Gli utenti che cambieranno gestore dell’energia dopo settembre, invece andranno a pagare l’abbonamento tv 2016 in un’unica soluzione (100 euro in bolletta) nel 2017. Per i dati omessi o incompleti che le imprese dovessero comunicare all’amministrazione finanziaria si applicheranno le sanzioni previste dall’articolo 5, comma 1 del dlgs 471/1991 (violazioni relative alla dichiarazione Iva e ai rimborsi) calcolate sull’ammontare dei canoni che avrebbero dovuto formare oggetto della trasmissione o della comunicazione al netto dei riversamenti.

Rimane un mistero invece il provvedimento atteso dell’autocertificazione sull’esenzione dal canone Rai, per chi non possiede ad esempio un televisore. L’Agenzia delle entrate non ha ancora predisposto il provvedimento direttoriale. Anzi, hanno fatto sapere che la faccenda è in mano al Dipartimento delle finanze, dove però non è possibile sapere a che punto siamo (scrive Il Sole 24 Ore). Un adempimento essenziale, che riguarda il 2-3% delle famiglie italiane. Tra l’altro l’Agenzia deve trasmettere l’elenco di chi ha presentato la dichiarazione entro 15 giorni dall’emanazione del decreto dello Sviluppo. Altra impresa impossibile.

E se il canone risulta non dovuto in bolletta? Entro 60 giorni dal varo definitivo del decreto, l’Agenzia delle Entrate dirà come funzioneranno i rimborsi per la richiesta del canone addebitato ma non dovuto. E promette tempi brevi. L’Agenzia, tramite l’ufficio territoriale di Torino I, verificati i presupposti della richiesta, trasmetterà all’Acquirente unico le informazioni necessarie, tra le quali l’importo, ai fini dell’accredito da parte dell’impresa elettrica che risulta essere con certezza titolare del contratto. Una volta incassato il via libera Acquirente unico entro cinque giorni lavorativi dalla ricezione dei dati renderà disponibili alle imprese elettriche le informazioni per i rimborsi. Alla fine di questa catena comunicativa le imprese elettriche procederanno ad accreditare le somme da rimborsare a partire dalla prima fattura utile.

Per far partire il contorto meccanismo del pagamento in bolletta, inoltre, è necessario conoscere, tramite l’Anagrafe tributaria, chi paga il canone pur non essendo intestatario di contratti elettrici uso domestico, mentre sono disponibili solo i dati sulle forniture domestiche nello stesso luogo di residenza sino a 3 Kw (tariffa elettrica D2). A questo punto ci sarà un allineamento anagrafico tra sistemi informativi delle imprese elettriche e Anagrafe tributaria e una gestione delle variazioni. Solo dopo le Entrate forniranno all’Acquirente unico l’elenco che verrà trasmesso alle imprese elettriche perché lo inseriscano nelle bollette. Le Entrate, quindi, hanno un compito gravoso, anch’esso da adempiere entro 15 giorni dall’emanazione del decreto dello Sviluppo. L’acquirente unico trasmetterà gli elenchi ordinati alle imprese elettriche entro il 31 maggio 2016.

In estrema sintesi ricordiamo che il nuovo canone Rai in bolletta sarà dovuto una sola volta in relazione a tutte le residenze e dimore della famiglia anagrafica. Sarà di 100 euro, si pagherà a rate a partire da luglio 2016 (prima rata 70 euro). La persona titolare del contratto della luce diventerà titolare anche dell’abbonamento tv, in seguito ad una voltura automatica. Chi paga solo il consumo elettrico ed evade il canone Rai non subirà il distacco della corrente. La società elettrica solleciterà il versamento dell’imposta televisiva, mentre l’Agenzia delle Entrate si occuperà di sanzioni, interessi, azioni di recupero. Dal 2017 il pagamento del canone, come stabilito dalla Legge di Stabilità, avverrà in 10 rate mensili addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica.

È esentato dal pagamento del canone Rai chi non ha in casa un apparecchio tv, chi ha un reddito familiare di massimo 8000 euro lordi e più di 75 anni. Per comunicare la condizione di “esenti” all’Agenzia delle Entrate si ipotizza la spedizione di una lettera con raccomandata ricevuta di ritorno oppure con una e-mail certificata all’indirizzo Agenzia delle Entrate, Direzione Provinciale 1, Sportello Sat, Corso Bolzano n. 30, 10121, Torino. Posta certificata: DP.1TORINO@PCE.AGENZIAENTRATE.IT.

Se una famiglia non consuma energia elettrica o non ha un contratto di fornitura elettrica e possiede un televisore dovrà comunque pagare l’imposta televisiva con fatture che arriverà “almeno una volta ogni 4 mesi” tramite bollettino. I residenti di 20 isole italiane che non sono collegate alla rete elettrica nazionale pagheranno invece il canone Rai in una sola soluzione (100 euro) entro il 31 ottobre 2016 con il vecchio un bollettino postale. Le 20 isole sono Alicudi, Capraia, Capri, Favignana, Filicudi, Giglio, Lampedusa, Levanzo, Linosa, Lipari, Marettimo, Panarea, Pantelleria, Ponza, Salina, Stromboli, Tremiti, Ustica, Ventotene, Vulcano.

 repubblica.it

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